Descrizione
Il territorio di Pietrabbondante, nel cuore dell’antico Sannio pentro, è caratterizzato da numerose emergenze archeologiche le più antiche delle quali risalenti al V secolo a.C.
A questo periodo è databile una necropoli in località Troccola, utilizzata con continuità da una ristretta comunità di tipo gentilizio almeno fino al III a. C.; sorta sulle pendici occidentali del monte Saraceno, la necropoli ha restituito tombe a circolo e a fossa appartenenti a individui maschili dai ricchi corredi funerari.
Sulla sommità del monte che domina il paese, a 1215 metri s.l.m., si conservano alcuni tratti di una cinta fortificata in opera poligonale realizzata con blocchi di pietra calcarea locale, probabilmente databile al IV sec. a.C., all’interno della quale non sono state rinvenute tracce di un insediamento stabile.
Il grande numero di cinte murarie simili esistenti nel Sannio - nelle immediate vicinanze sono testimoniate nei comuni di Chiauci, Carovilli, Duronia, Pescolanciano, Civitanova - ed in generale in tutta l’area dell’Appennino Centrale porta a ritenerle opere di natura difensiva, utilizzate durante le diverse fasi di conflitto tra le popolazioni italiche e Roma. La datazione di queste fortificazioni continua ad essere oggetto di dibattito tra gli studiosi.
Sono noti altri resti archeologici sannitici e romani in località Arco e Colle Vernone.
Pietrabbondante, situata in prossimità del tracciato della grande strada pastorale costituita dal tratturo Celano-Foggia si presenta come un centro di particolare importanza soprattutto nell'arco di tempo compreso tra il V e il II sec. a.C., a quest’ultimo periodo risale infatti la sistemazione in chiave monumentale del santuario italico, l’area archeologica più vasta e importante del Comune, che ospita uno degli esempi meglio conservati di architettura di tipo ellenistico italico. Non è noto il nome antico di questa località, centro politico e religioso della nazione sannita.
L'odierno abitato di Pietrabbondante, incastonato tra imponenti rocce chiamate “Morge” all’interno della Riserva Naturale MAB "Collemeluccio-Montedimezzo Alto Molise", ha origini medievali. Il nome medievale del paese attestato nelle fonti è «Petra Habundante», una denominazione che è forse indizio della conoscenza della straordinaria abbondanza di antiche pietre lavorate nella zona.
Nel centro storico del borgo si trova la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta in Cielo (XVI sec.), ai piedi della quale sono visibili i ruderi di Torre Marchesani (seconda metà del XIII sec.).
All’esterno dell’abitato, in località S. Vincenzo, vi è la piccola chiesa rurale di San Vincenzo Ferreri, il Santo Patrono che viene celebrato nelle giornate del 4 e 5 di agosto. In particolare nella giornata del 4 agosto la statua lignea del Santo Patrono, viene portata in processione dalla chiesa rurale fino alla chiesa madre situata nel centro abitato di Pietrabbondante. I festeggiamenti in onore di San Vincenzo Ferreri proseguono nella giornata del 5 agosto quando, a seguito della funzione religiosa, la statua del Santo Patrono viene portata in processione lungo le strade del paese.Il santuario italico
In località Calcatello, a poco meno di 1000 metri s.l.m., sul versante orientale del monte Saraceno e in posizione ben distinta dall'area fortificata, a dominio della valle del Trigno, sorge la zona monumentale nota come Santuario italico.
Gli scavi, avviati nella metà dell’Ottocento su interessamento del Re di Napoli Ferdinando II di Borbone, individuarono i primi resti monumentali e in particolare si concentrarono nell’area del teatro e del Tempio A, un tempio tetrastilo a cella unica e su podio, eretto agli inizi del II sec. a.C. Dall’area del tempio A proviene un cospicuo numero di iscrizioni e armi ora conservate nel Museo Archeologico di Napoli.
Si deve al prof. Adriano La Regina, la scoperta del Tempio B: gli scavi, condotti a partire dal 1959 nell’area retrostante il teatro, hanno portato in luce quello che risulta essere il più grande tempio mai costruito nel Sannio. Il tempio tetrastilo, a tre celle e su alto podio, costituisce assieme al teatro una preziosa testimonianza dell’architettura ellenistico italica.
Il complesso tempio-teatro, così com’è apprezzabile oggi, è frutto di una risistemazione in chiave monumentale occorsa tra la fine del II e gli inizi del I sec. a.C.; l’area che ospita il complesso era occupata in precedenza dalle strutture pertinenti al Tempio Ionico, databili alla fine del IV sec. a.C. e distrutte da Annibale alla fine del III sec. a.C.
Di queste strutture, risalenti alla prima fase di vita del santuario, resta traccia nei livelli archeologici e negli elementi decorativi smembrati e riutilizzati per lo più nelle fondazioni del nuovo complesso tempio-teatro.
Nel 2002 gli scavi condotti dall’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte, hanno consentito il ritrovamento di una casa ad atrio, identificata con la domus publica del santuario, una struttura che aveva la funzione di ospitare sacerdoti, magistrati e ambasciatori. L’edificio, dotato nella parte posteriore di un grande portico destinato alla raccolta di doni votivi e ad attività cultuali, ha restituito una dedica a Ops Consiva e costituisce il primo esempio monumentale di domus publica.
Nel 2010 è stato individuato un nuovo tempio costruito in terra cruda senza podio e con pianta tripartita, identificato con un aerarium e destinato alla raccolta del denaro offerto dai devoti. Nella stessa area, a partire dal 2016 sono state infine scoperte alcune piccole strutture tra le quali un sacello, distrutto agli inizi del V sec. d.C. in ottemperanza alle disposizioni antipagane emanate da Teodosio.
A circa 400 metri dall’area archeologica sorgeva un monumento sepolcrale romano che un testo epigrafico ci consente di attribuire alla gens Socellia. Il monumento, databile agli ultimi decenni del I sec. a. C., costituisce la testimonianza della trasformazione avvenuta nel santuario dopo la guerra sociale, quando il culto ufficiale fu soppresso e le pertinenze del santuario furono alienate a favore di privati. Il territorio di Pietrabbondante fu assimilato, nel nuovo ordinamento romano, al municipio di Terventum (Trivento).
Annalisa Citoni
Pietrabbondante.....un paese dell'Alto Molise, situato a 1027 metri sul livello del mare, addossato con le sue case alla nuda roccia, sormontato da imperiose "Morge" che si stagliano perfette in contrasto con il cielo, sovrastato dalla cupola verdeggiante e selvosa del monte Caraceno e protetto dall'impavido guerriero sannita che troneggia sulla piazza. Tutt'intorno è un tripudio di natura incontaminata e silente, monti dietro monti, vallate immense, paesi sparpagliati qua e là, campi straripanti di fiori variopinti. Al di sotto del nucleo abitato, all'altezza di mille metri, magicamente adagiato nel prato, si trova il teatro dei Sanniti che rappresenta un connubbio perfetto tra archeologia e natura. Pietrabbondante, dunque, e una meta da raggiungere per chi ha voglia di fare un tuffo nel passato, per chi vuole riassaporare i profumi e i sapori antichi, per chi ha voglia di natura, arte, archeologia, storia e tradizione.
Vitagliano Mariclara